Strumenti Urbanistici

Sotto il profilo funzionale (il ruolo, cioè, che ogni tipo di piano svolge nell’ormai ampio e complesso contesto della pianificazione fisica del territorio) gli strumenti urbanistici si distinguono come segue per livello e tipologia:

1) Piani di inquadramento o piani quadro: sono quei piani che fissano gli obiettivi e forniscono le linee programmatiche dell’assetto di un territorio generalmente vasto. Indicano le ipotesi dei grandi assi di mobilità; i criteri indicatori per la destinazione d’uso del territorio; la localizzazione di importanti impianti di interesse generale; la distribuzione spaziale dei vincoli delle limitazioni da imporre all’uso del territorio; per esempio: Piano Territoriale di Coordinamento, Piano Territoriale Provinciale, Piano Paesistico.

2) Piani generali: sono quei piani che, in accordo con le direttive del piano quadro, definiscono l’assetto di un ambito territoriale generalmente limitato (il territorio di un solo comune o, eccezionalmente, di più comuni). Essi traducono gli obiettivi e le linee programmatiche del piano quadro in vincoli, limitazioni, destinazioni e modalità d’uso del territorio per guidarne lo sviluppo e per organizzarvi gli interessi pubblici e privati modificativi; per esempio: Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC).

3) Piani attuativi: sono quei piani che, in accordo con le previsioni del piano generale, precisano gli interventi sul territorio e ne organizzano l’attuazione. Essi riguardano, generalmente, ambiti spaziali molto limitati. I piani attuativi servono a “specificare” le previsioni del piano generale; possono definire anche l’assetto urbanistico generale di una zona; per esempio: Piani Particolareggiati, Piani per l’Edilizia Economica e Popolare, Piani Particolareggiati Esecutivi (PPE), Piani Esecutivi Convenzionati (PEC), Piani di Recupero, Piani di Riqualificazione Urbana.