Consiglio Comunale 18 maggio 2026

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La seduta si è svolta davanti agli studenti dell’Istituto Superiore “E. Fermi”; questo ci ha ricordato più di ogni altra cosa che la politica non è soltanto votare delibere o discutere numeri, ma scegliere che tipo di comunità vogliamo diventare

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18 Maggio 2026

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Comunicato stampa del gruppo consiliare Impronta Civica


Oggi, nell’aula magna dell’Istituto Superiore “E. Fermi” di Arona, il Consiglio comunale si è svolto davanti agli studenti. E forse proprio questo ci ha ricordato più di ogni altra cosa che la politica non è soltanto votare delibere o discutere numeri.

La politica è scegliere che tipo di comunità vogliamo diventare.

Abbiamo voluto parlare ai ragazzi senza retorica, senza trattarli come spettatori di una lezione già scritta. Perché chi oggi frequenta quelle scuole sta già leggendo il mondo con lucidità.

Lo vediamo nelle mobilitazioni per la pace, nella richiesta di maggiore attenzione ai diritti, nella voglia di partecipare quando viene data loro la possibilità di farlo davvero, come ad esempio nel recente appuntamento referendario dove sono stati i giovani a fare la differenza.

Per questo crediamo che occasioni come quella di oggi abbiano senso soltanto se diventano percorsi concreti di ascolto. Una città cresce quando crea luoghi in cui le nuove generazioni possono prendere parola, portare domande, idee, inquietudini, visioni. È da qui che nasce la nostra richiesta di una Consulta dei Giovani e, perché no, di un consiglio comunale dei ragazzi: non un contenitore simbolico, ma uno spazio reale di confronto tra istituzioni, scuole, associazioni, sport, oratori e tutte le realtà che tengono viva la città.

Da questa giornata nasce anche un invito concreto rivolto ai giovani della città. Perché la partecipazione non può fermarsi dentro le mura di un Consiglio comunale o in una mattinata passata davanti alle istituzioni, certo simbolica, ma che alla fine si è tradotta in un ascolto passivo, in silenzio e senza alcuna possibilità di intervento. Deve continuare nelle piazze, nei luoghi vissuti ogni giorno dai ragazzi, negli spazi dove le idee possono diventare confronto reale.

Per questo giovedì 21 maggio, dalle 18.30, da Strobino in Piazza del Popolo ad Arona, prenderà vita un momento aperto di ascolto e confronto dedicato ai giovani del territorio. Un’occasione semplice ma autentica, costruita per dare spazio a domande, proposte, dubbi, visioni e bisogni spesso lasciati ai margini del dibattito pubblico. Nessun palco distante, nessuna lezione calata dall’alto. Solo la volontà di creare un luogo in cui parlare davvero, ascoltarsi e immaginare insieme come rendere Arona una città più vicina alle nuove generazioni.

Nella stessa mattinata abbiamo sentito il dovere di affrontare anche un altro tema. In queste settimane Arona è stata attraversata da manifesti e slogan che parlano di “Remigrazione”, di esclusione, di persone considerate estranee dentro la stessa comunità. Non sono semplici parole appese a un muro. Sono messaggi che entrano nello spazio pubblico, nelle strade percorse ogni giorno da bambini, famiglie, studenti e turisti.  Ci siamo chiesti che effetto possano avere su chi vive qui da anni, su chi studia nelle nostre scuole, su chi ogni giorno contribuisce alla vita della città con il proprio lavoro, il volontariato, la propria presenza silenziosa e quotidiana. Una comunità perde qualcosa di sé quando abitua lentamente le persone all’idea che esistano cittadini più legittimi di altri. Arona, però, è anche altro. È la città delle associazioni che costruiscono inclusione, delle persone che insegnano la lingua italiana, delle iniziative che mettono insieme culture diverse, delle centinaia di persone che partecipano alla Marcia della Pace, della Festa dei Popoli che sabato 23 maggio porterà in città storie, volti e culture differenti.  È questa l’Arona in cui crediamo: una città capace di restare umana mentre il mondo prova a dividerla in paure, slogan e appartenenze contrapposte. Una città che trova forza nel dialogo, nell’ascolto e nella capacità di riconoscersi parte della stessa comunità. “Non basta la bellezza, occorre la bontà”. E la bontà, nel senso più alto del termine, è la capacità di restare umani anche quando sarebbe più facile alzare muri, dividere, trasformare la paura in rabbia.

Oggi, dentro una scuola abbiamo sentito ancora più chiaramente che il compito della politica è proprio questo: aiutare una comunità a restare unita, viva e consapevole.

Gianluca Ubertini, Roberta Tredici e Cesare Bellodi, Consiglieri di Impronta civica Arona.

Ultimo aggiornamento: 19/05/2026, 17:05

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