La stazione ferroviaria

Cartellonistica realizzata ad opera del G.A.S.M.A (Gruppo archeologico storico mineralogico aronese) e del Lions Clubs International ARONA STRESA LIONS CLUB - approfondimento

a cura di Silvia Gadina


UNA STAZIONE ART NOUVEAU

Quando l’Orient Express passava per Arona

Se pensiamo ai monumenti storici di Arona la mente corre subito alle belle chiese, all’imponenza della Rocca e da non molto tempo anche alle antiche mura che sono state riscoperte. Ma anche le strutture architettoniche più “recenti” hanno la loro storia da raccontare: è il caso della stazione ferroviaria.

Una prima stazione, aperta il 14 giugno 1855, era posta in riva al lago ed era utilizzata per il trasporto delle merci dai carri ferroviari alle barche e alle chiatte in quanto capolinea della linea Alessandria – Novara. Qualcuno sicuramente ricorderà i binari e la vecchia locomotiva a vapore ancora visibili nella zona dei giardinetti fino a qualche decennio fa.

Proprio negli anni a cavallo del secolo si sviluppa l’idea di una linea ferroviaria transitabile attraverso il Sempione per la necessità commerciale di collegare il porto di Genova con l’Europa centro-occidentale. Finalmente il 12 giugno 1857 una legge del Parlamento Subalpino concede alla Società dell’ingegner Lavallette la costruzione di una linea ferroviaria nell’alto Novarese sotto il nome di Societé de la ligne d’Italie par le Simplon. I tempi si allungarono considerevolmente a causa del fallimento della società che doveva completare la linea entro il 1862, ma l’opera aronese venne comunque portata avanti e dopo l’unità d’Italia, nel 1868, vi transitava anche la linea Rho – Gallarate che collegava il Lago Maggiore con l’Altomilanese e con Milano (1881), iniziando a suscitare interesse anche verso il turismo lacustre da parte di imprenditori e nobili lombardi.

Il 16 gennaio 1905 finalmente venne attivata la linea progettata per il collegamento del traforo del Sempione, da Arona a Domodossola. La vecchia stazione per dimensioni e posizionamento risultò inadatta al transito della nuova linea, per cui venne costruita in rilevato quella che è la stazione odierna, più a sud, su griglie di robusti pali di legno – palafitte – che garantiscono tutt’oggi la stabilità del terreno acquitrinoso esteso dal Ponte di Ferro e da via Milano fino alla sponda lacuale. Nel 1906, alla nuova stazione arrivò la linea da Santhià e Borgomanero. Venne inoltre mantenuto un binario di raccordo con l’originario scalo a lago. Il complesso della vecchia stazione invece divenne poi sede della Pretura, delle Poste, ecc ed è ricordato dai vecchi aronesi con il nome di “Bindellina”.
Della costruzione della moderna stazione venne incaricato l’architetto Luigi Boffi, a cui non solo si deve la realizzazione della stazione di Arona ma di tutte le stazioni delle linee Arona – Domodossola e Domodossola – Iselle, oltre a diverse ville signorili del lago: Villa Lessa a Cannobio, Villa Luoni e la Teresita a Stresa, Villa Gorla-Cattaneo a Gignese, a Ghiffa Villa Pozza (oggi Zoia), Villa Louise e la Serenità, e in località Alpino la Villa dell’Orto.

Deve il suo meraviglioso stile Art Nouveau (o stile Liberty, presente sul lago non solo nelle stazioni ma anche negli attracchi della Navigazione) anche alla necessità di rendere parte delle stazioni del Sempione adatte al passaggio di uno dei più rinomati mezzi di trasporto dell’epoca, nientemeno che l’Orient Express. Il lussuoso treno messo in servizio fin dal 1883 dalla Compagnie Internationale des Wagons-Lits poté passare attraverso l’Italia solo dal 1919 con l’apertura del tunnel del Sempione. La prima tratta, con partenza da Londra, arrivava sino a Losanna. Da Losanna proseguiva proprio per Arona, da Arona a Ljubljana, da Ljubljana a Dragoman e infine da Dragoman concludeva il suo viaggio a Istanbul. Il fatto che la stazione di Arona fosse divenuta una tappa obbligata sulla linea Londra – Parigi – Milano – Venezia diede il definitivo impulso al moderno movimento turistico aronese (basti pensare all’apertura, proprio lungo il viale della stazione, di due alberghi: l’Hotel Simplon d’Italie prima e poi l’Hotel Simplon de la Gare, attuale Hotel Atlantic).

La fioritura dell’Art Nouveau si ha tra gli ultimi venticinque anni dell’Ottocento e nel periodo che precede lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Le arti figurative si mescolano con l’architettura in una composizione dinamica ed estremamente ornamentale. Sulle sponde del lago l’Art Nouveau arriva proprio grazie alla spinta del turismo d’élite e caratterizza il nuovo sistema di trasporti in un connubio ben riconoscibile tra eleganza e modernità. Nella stazione di Arona questo stile si evidenzia negli eleganti dettagli delle pensiline in ferro battuto, considerate capolavori artistici del Liberty, e nel raffinato uso del materiale litico, che impreziosisce porte e finestre con cornici ed architravi scolpiti in granito rosa di Baveno e nei caratteristici disegni dei cementi, dettagli architettonici che raccontano ancora dei fasti della Belle Epoque.

Il fabbricato viaggiatori si compone di tre livelli di cui soltanto il piano terra è aperto al pubblico. I binari preposti per l’imbarco passeggeri sono dotati di marciapiedi provvisti di banchina riparati dalla lunga e caratteristica pensilina. Dei quindici binari totali, gli ultimi quattro sono utilizzati per la sosta dei treni merci. I binari sono collegati fra loro da un sottopassaggio e da un corridoio sotterraneo un tempo utilizzato per l’inoltro di bagagli, che venivano caricati sui convogli attraverso un sistema di ascensori montacarichi ora in disuso, ed i cui ambienti sono stati convertiti in magazzini e depositi. In direzione di Santhià/Novara esisteva, fino alla Seconda Guerra Mondiale, il Deposito Locomotive a quel tempo in uso come Centro sussidiario di trazione del Deposito Locomotive di Milano Centrale. Sempre del medesimo periodo rimane anche un cartello che indicava l’ingresso al tunnel sfruttato come rifugio dagli attacchi aerei.

La vita della nostra bella stazione prosegue più o meno invariata dagli anni del dopoguerra ad oggi, sempre importante biglietto da visita della città e di sovente immortalata anche nelle cartoline degli anni ’50/’60. Una struttura poco compresa e non propriamente inserita tra le opere d’arte di Arona e quindi poco valorizzata, che andrebbe riportata allo splendore di un tempo anche per incentivare il turismo ferroviario slow, appoggiandosi alle linee locali per godersi le bellezze del Lago Maggiore.

 

GALLERIA FOTOGRAFICA:

Foto d'epoca della stazione di Arona

Foto d’epoca della Stazione di Arona

Locandina che pubblicizza l'Orient Express

Locandina che pubblicizza l’Orient Express

Accesso al binario 1

Accesso al binario 1

 

Pagina aggiornata il 04/04/2024

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